Cala la fiducia nell’informazione: secondo gli italiani il fenomeno delle fake news crescerà nel corso dei prossimi due anni

Milano, 21 novembre 2019 – La difficoltà di accedere a informazione di qualità sembra preoccupare gran parte degli europei: il 59% di essi è infatti preoccupato per la diffusione delle fake news. Lo rivelano i dati dell’indagine sulla fiducia nell’informazione commissionata a livello europeo da Readly[1], dai quali emerge anche che il 63% degli italiani teme di non poter accedere a un’informazione veritiera – contro il 56% degli intervistati in Germania e il 48% in Svezia.

In particolare, il 33% degli italiani intervistati ritiene di essere esposta “spesso” a notizie false; il 12% "molto spesso". Queste percentuali aumentano tra i giovani tra i 18 e i 34 anni: il 41% di essi si ritiene “spesso” esposto alle fake news; il 19% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni ritiene di esserlo “molto spesso”. Nella fascia di età tra i 18 e i 34 anni solo 1 giovane su 100 ritiene di non essere in alcun modo esposto alle fake news.

Che cosa fanno i lettori italiani per arginare il fenomeno delle fake news

Secondo la ricerca commissionata da Readly, la fiducia nell’informazione appare compromessa a livello globale: gli intervistati, tuttavia sembrano avere a cuore la ricerca di fonti di qualità per garantire che ciò che stanno leggendo sia veritiero.

Oltre un terzo dei lettori (38%) ha dichiarato di verificare personalmente la veridicità delle notizie, e questa percentuale sale al 49% tra i giovani dai 18 ai 24 anni. Il 40% degli italiani intervistati afferma di ritenere che una notizia sia vera se riportata da una piattaforma affidabile, come un'app di riviste, o da un autorevole organo di stampa (38%); la percentuale sale al 42% tra i giovani dai 18 ai 24 anni. In media, infine, un quarto degli intervistati ritiene di essere sicuro che il contenuto sia attendibile se è firmato da un giornalista noto (24%).

Marie-Sophie von Bibra, Head of Growth per l’Italia di Readly, ha commentato: “Le fake news continuano a essere un problema, ma - soprattutto i giovani - sembrano sempre più attenti a selezionare e a verificare le notizie. I nostri lettori stanno mettendo in atto misure intelligenti per riconoscere e selezionare i contenuti: questo potrebbe spiegare perché anche in Italia, come in Europa, stiamo assistendo a una fruizione delle riviste digitali sempre più ampia e con cadenza regolare sulla piattaforma Readly”.

Nel considerare l’approccio all’informazione, il 9% degli italiani intervistati ha dichiarato di avere attualmente accesso a un giornalismo verificato e di qualità tramite servizi a pagamento; il 35% ritiene di essere disposto a pagare in futuro per accedere a contenuti editoriali garantiti da un editore ed evitare di incappare in notizie false. Questa percentuale sale al 40% tra i giovani dai 18 ai 24 anni, così come nella fascia di età tra i 45 e i 50 anni.

Le attese per il futuro

La ricerca commissionata da Readly ha dimostrato che le aspettative future in termini di veridicità dell’informazione sono basse: quasi i due terzi (63%) degli italiani intervistati ritengono che le notizie false aumenteranno nei prossimi due anni. Tre su quattro giovani nella fascia d’età tra i 18 e i 34 anni (74%) affermano di essere preoccupati per la difficoltà nell’accedere a contenuti verificati. Il 17% degli intervistati ritiene che non sia possibile smascherare una fake news.

[1] Indagine condotta da YouGov Analysis Institute per conto di Readly dal 1° al 6 novembre 2019. Campione di 1023 intervistati italiani e 9126 intervistati europei nei 5 mercati chiave di Readly (Svezia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Italia) di età compresa tra 18 e 55+. Disposizione regionale e per età disponibile.

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